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IL PROGETTO
 
IL PROGETTO
 
  Il Progetto Rosignano prevede la realizzazione di un impianto di rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL) a Rosignano Marittimo in provincia di Livorno e lo spostamento dell'esistente terminale di etilene, all'interno dello stabilimento industriale della Solvay.
Si tratta, quindi, di un vero progetto integrato che permette di garantire:
la sicurezza;
un basso impatto ambientale;
la compatibilità con gli strumenti di pianificazione territoriale;
il consolidamento delle attività industriali esistenti e l'occupazione che ne deriva.

I partner promotori del Progetto Rosignano sono tre grandi società: Edison, BP e Solvay.

L'impianto di rigassificazione da 8 miliardi di metri cubi annui, quasi il 10% del consumo nazionale, permetterà di importare gas naturale liquefatto (GNL) via nave dai paesi produttori di tutto il mondo e di riportarlo allo stato gassoso per immetterlo nella rete di di trasporto nazionale.

L'impianto contribuirà a rendere più sicuro l'approvvigionamento energetico del nostro paese e, quindi, a non dover più affrontare emergenze legate all'attuale mancanza di disponibilità di gas.

Lo spostamento ed il potenziamento dell'esistente terminale di etilene:
eliminerà gli attuali elementi di rischio impiegando le tecnologie più moderne per la realizzazione del serbatoio e delle tubazioni che saranno completamente interrate;
minimizzerà l'impatto visivo;
permetterà di recuperare interamente l'area di Vada che potrà essere destinata ad uso turistico.

L'iter autorizzativo del Progetto Rosignano prevede il coinvolgimento delle istituzioni nazionali e locali e si basa su criteri di massima trasparenza e correttezza. Criteri che prevedono anche l'ascolto e la valutazione dei suggerimenti e delle osservazioni della popolazione.
Il Progetto Rosignano comporterà un investimento di circa 600 milioni di euro e avrà importanti ricadute occupazionali ed economiche sul territorio:
circa 90 nuovi posti di lavoro, fra diretti e indiretti, per l'esercizio e la manutenzione degli impianti;
circa 350 persone per tre anni con punte di 1000 presenze per la costruzione dell'impianto;
il consolidamento dell'occupazione legata all'attività del terminale di etilene che impiega 320 lavoratori tra diretti e indiretti.

Va evidenziato anche che il processo di rigassificazione del GNL e dell'etilene renderà disponibili una notevole quantità di energia criogenica che favorirà l'insediamento di impianti di produzione di gas tecnici (ad esempio ossigeno liquido, azoto liquido) e di impianti per la surgelazione di prodotti agricoli, dando vita ad una vera e propria industria del "freddo", come è già successo in impianti analoghi in Europa e in Giappone, con ulteriori ricadute in termini occupazionali.
 
 
EDISON bp SOLVAY
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